Pro Recco, la festa continua: a Brescia arriva lo scudetto della leggenda

I biancocelesti vincono anche gara 3, chiudono la finale senza sconfitte e conquistano il trentottesimo titolo italiano. Decisivo l’allungo dopo l’intervallo, con Brescia costretta a cedere nel momento più duro

La Pro Recco si riprende il centro della scena e chiude il campionato come lo aveva attraversato: vincendo. A Brescia, nella piscina di Mompiano, i biancocelesti superano l’AN Brescia 17-12, completano il percorso netto nella finale scudetto e portano a Recco il trentottesimo titolo italiano della loro storia. È anche il quinto scudetto consecutivo, l’ennesima conferma di una continuità tecnica e mentale che continua a fare la differenza nella pallanuoto nazionale.

La squadra di Sandro Sukno non ha avuto bisogno di gara 4. Dopo le due vittorie ottenute a Sori, la Pro Recco ha chiuso la serie al primo match point, trasformando una trasferta insidiosa in una serata di festa. Brescia ha provato a tenere la partita viva, soprattutto nella prima metà di gara, quando l’equilibrio è rimasto sottile e ogni possesso ha avuto il peso di una possibile svolta. All’intervallo lungo il punteggio diceva 7-6 per i liguri, segno di una sfida ancora aperta e combattuta.

Poi è arrivato il momento in cui la Pro Recco ha cambiato passo. Nel terzo tempo i biancocelesti hanno trovato ritmo, soluzioni e freddezza, costruendo il parziale che ha spostato definitivamente la finale. Il 6-2 della terza frazione ha allargato il divario e ha costretto Brescia a inseguire senza più riuscire a rientrare davvero. La pressione a tutto campo della squadra di Sandro Bovo, efficace per lunghi tratti, ha iniziato a perdere intensità, mentre Recco ha gestito meglio energie, rotazioni e qualità nei momenti decisivi.
A pesare sulla rimonta dei padroni di casa sono state anche le uscite forzate dalla partita. Del Basso è stato escluso per gioco aggressivo, mentre Alesiani e Balzarini hanno raggiunto il limite dei falli. Brescia ha continuato a giocare con orgoglio, ma la Pro Recco ha sfruttato ogni spazio, mantenendo lucidità e controllo fino alla sirena finale.
Il volto offensivo della serata è stato Francesco Condemi, autore di quattro gol e miglior marcatore della finale. Il suo poker ha dato sostanza al dominio biancoceleste nella fase più importante della partita, dentro una prova corale in cui la Pro Recco ha mostrato ancora una volta la profondità del proprio organico.
Per Sandro Sukno il successo ha il valore di una conferma totale. Il tecnico ha rivendicato il lavoro della squadra, ricordando il percorso perfetto in campionato e la qualità espressa durante tutta la stagione. La Pro Recco, vicecampione d’Europa, chiude così il fronte nazionale con un bilancio immacolato: nessuna sconfitta tra stagione regolare e playoff, Coppa Italia conquistata a Genova e scudetto messo in cassaforte con una finale senza appello.
La notte del titolo è stata anche la notte dell’ultima volta in biancoceleste per Francesco Di Fulvio. Visibilmente emozionato, il giocatore ha collocato questo scudetto tra i successi più intensi della sua esperienza a Recco, anche perché arrivato dopo la ferita della finale di Champions League persa. Passerà al Barcelloneta.
La serie si era aperta alla piscina comunale di Sori con il 12-8 di gara 1 e il 17-12 di gara 2. A Brescia è arrivato un altro 17-12, ma soprattutto è arrivata la chiusura di un ciclo stagionale quasi perfetto sul piano nazionale. La Pro Recco alza ancora lo scudetto, allunga la propria storia e conferma una dinastia che, almeno in Italia, continua a non avere rivali.
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